Punto di Lettura

Il fondo bibliografico di aMDC

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Nelle mattinate del 9 e 10 aprile, gli allievi delle seconde classi dell’Istituto Tecnico Commerciale “Gian Rinaldo Carli” hanno partecipato a un percorso formativo organizzato dell’Associazione Museo del Caffè Trieste, in collaborazione con l’IIS “G.R. Carli”, utile ad acquisire competenze sul territorio, segnatamente sull’importanza della filiera del caffè nella storia e nell’economia locale.

Il commercio e le lavorazioni di questa commodity assunsero rilevanza a Trieste sin dalla nascita del Porto franco nel 1719, sviluppandosi poi ininterrottamente sino ai giorni nostri grazie all’impegno di valenti imprenditori e all’associazionismo di categoria, con paralleli e non meno importanti risvolti di carattere socio-culturale.

Il workshop, introdotto dalla vicepreside Giulia Rainis e dalla docente Rosa Maria Sanchez, comprendeva per ciascuna classe tre illustrazioni scientifiche, una videoproiezione un dibattito.
Doriano Simonato, vicepresidente dall’Associazione Museo del Caffè Trieste (aMDC) ha spiegato la duplice missione del sodalizio: favorire la divulgazione, soprattutto fra i giovani, dei molteplici aspetti culturali e opportunità professionali legate al mondo del caffè, e parallelamente porre le basi per l’insediamento a Trieste di un Museo nazionale del Caffè capitalizzando omologhe esperienze già maturale con successo in molti altri paesi europei ed extraeuropei.

Tommaso Tricarico, ex allievo del “Carli” e ora studente di Umanistica all’università, ha illustrato il fondo bibliografico aMDC, comprendente circa 720 tra volumi, cataloghi, tesi di laurea e periodici specializzati sul settore caffeicolo, ch’egli ha provveduto a riordinare su incarico dell’Associazione nel Punto di lettura, che è aperto al pubblico ogni mercoledì dalle 9 alle 13 nella struttura universitaria Ex-Ospedale Militare in via Fabio Severo 40.

Decisamente brillante si è rivelata la relazione di Marino Petracco, referente scientifico aMDC con alle spalle una lunga carriera di analista chimico e ricercatore in ambito industriale, il quale ha intrattenuto gli studenti su aspetti qualitativi, organolettici e nutrizionali del caffè, non senza spunti aneddotici sulle origini della coltivazione, della diffusione, dei modi di preparazione e di consumo della bevanda nelle diverse epoche e aree geografiche, sino ai più recenti progressi tecnologici delle macchine da caffè di uso domestico e professionale a controllo elettronico.

Franco Rota, curatore del progetto Il Caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea attuato col sostegno della Regione FVG, contributi delle Fondazioni Casali e di altri sponsor, ha introdotto la proiezione del documentario “Trieste, città del Caffè” prodotto da aMDC nel 2025 in seno a tale progetto con la regia di Alessio Bozzer: 19 minuti di excursus fra le tappe storiche della filiera e dei suoi protagonisti locali. Ha ricordato anche la funzione culturale dei caffè storici, luogo d’incontro di letterati, artisti e patrioti. Risale al 1825 l’apertura del primo di tali esercizi pubblici a Trieste, lo storico Caffè Tommaseo, seguita in orine di tempo da Urbanis (1832), Caffè degli Specchi (1839), Bomboniera-Eppinger (1850), Stella Polare (1865), Pirona (1900), San Marco (1914), Torinese (1915).

2026 04 10 Novanta studenti del Carli al workshopUna sessione del Workshop “Trieste, città del Caffè”, nell’aula multimediale.

L'Istituto "Gian Rinaldo Carli" a sua volta è la scuola a indirizzo commerciale che vanta la più antica tradizione in città. Nata come "Accademia del Commercio e della Nautica" nel lontano 1817, nel corso della sua lunga vita si è costantemente rinnovata, aprendosi a indirizzi sempre nuovi, nell'intento di stare al passo coi tempi e con la realtà del territorio.

(F.R.) 

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